Descrizione
Temi e obiettivi: escursione naturalistica presso Bosco Selva e passeggiata guidata nella zona monumentale di Alberobello
Dichiarata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1996, Alberobello è considerata la capitale dei trulli, per le caratteristiche costruzioni a secco che qui sono particolarmente numerose e vantano una storia davvero particolare.
Ma Alberobello si sa, non è solo trulli ma anche natura e alberi come ci suggerisce l’origine del suo nome… Infatti, a poche centinaia di metri dalla cittadina si trovail Bosco Selva, considerato un vero “polmone verde” per il territorio. Esteso su una superficie di 45 ettari, oggi è un oasi naturale unica per la sua ricca biodiversità. Il manto boschivo è formato principalmente da alberi di fragno, leccio e roverella . Tra gli arbusti compaiono i corbezzoli, i lentischi profumati, i delicati cisti, e in primavera i biancospini fioriti. Mentre più sotto tra variopinti licheni trovano spazio asparagi, rovi, pungitopo, crochi e orchidee selvatiche.
Tra rami e cespugli, “cantano” più di trentasette tipi di uccelli tra i quali l’upupa, la ghiandaia, ed il gheppio. Altrettanto numerosi sono i mammiferi che trovano riparo nella boscaglia come la volpe, il tasso, il riccio, la talpa, la donnola e la faina.
Dopo l’esplorazione naturalistica nel bosco, ci si sposterà verso il centro storico di Alberobello. La città, conosciuta nei secoli passati come “Selva”, fu feudo dei conti di Conversano e deve la sua peculiarità a Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona che impose ai suoi contadini di costruire abitazioni a secco: i trulli. Quelli più antichi si trovano nel Rione Aia Piccola, con i suoi 400 trulli ancora abitati. La conoscenza di Alberobello passa poi tra le stradine del Rione Monti, con i suoi 1000 trulli, che culminano alla sommità con la Chiesa di Sant’Antonio, anch’essa a forma di trullo.
LABORATORIO IN NATURA: giochi d’orientamento con mappe semplificate e sentieri in natura. Muniti di mappa e tanta capacità di osservazione, i ragazzi, divisi in gruppi, diventano esploratori in cerca delle “lanterne” collocate lungo un percorso da scoprire insieme. L’attività si compie con passaggi obbligati per alcuni riferimenti: un incrocio di sentieri, una calcinaia, un trullo, un grande albero, ecc. L’abilità (e il divertimento) sta nel trovare questi punti nel bosco studiando attentamente la carta. In questa attività di movimento all’aria aperta si usano il corpo e la mente, recuperando un’attività naturalistica primordiale, discendente dai nostri antenati che nel passato come mappe utilizzavano il ricordo di luoghi specifici incontrati dall’attività di esplorazione e di ricerca del cibo e dell’acqua. Un albero secolare, rocce dalla singolare forma e altre caratteristiche del terreno erano utilizzati come riferimenti nelle “mappe mentali”.



